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Greenwashing e Servizio a maggior tutela
14-07-2023 |
E’ obbligatorio per il fornitore col quale avete stipulato il contratto per la fornitura di energia elettrica di casa vostra informarvi sulla composizione del mix di fonti primarie da lui usate: rinnovabili, carbone, gas naturale ecc. E anche di informarvi del mix medio nazionale utilizzato per tutta la produzione dell’energia immessa nel sistema elettrico italiano, allo scopo di consentirvi di fare il confronto (o il benchmark, se proprio volete usare un termine tecnico). Forse qualcuno di voi ha ancora un’utenza col Servizio Elettrico Nazionale, ovvero “servizio di maggior tutela”, il residuo del monopolista pubblico, destinato a finire nel gennaio 2024, cui sono ancora affezionati molti anziani, che non hanno osato affacciarsi sul mercato libero, infastiditi dalle continue molestie di spacciatori di presunte offerte imperdibili di marketing selvaggio. Io ce l’ho, in paese. Allora facciamolo, questo confronto. GAS NATURALE, quello che importavamo soprattutto dalla Russia, per intenderci, rappresentava nel 2021 il 65% del mix del Servizio di maggior tutela e un po’ di meno, il 48%, nel mix nazionale. FONTI RINNOVABILI sono appena l’8,4% delle fonti utilizzate dal Servizio di maggior tutela, e arrivano invece al 42% nella media nazionale. CARBONE: il 13% del Servizio di maggior tutela, e il 5% della media nazionale. NUCLEARE: 7% nel Servizio di maggior tutela e del tutto assente nel mix medio nazionale. Tra l’altro questo zero assoluto non lo capisco, perché se le fonti del Servizio a maggior tutela concorrono a formare la media nazionale, proprio zero questo non dovrebbe essere. Tiriamo le somme: le fonti “brutte” (carbone, nucleare, anche gas) vengono nascoste sotto il tappeto del Servizio a maggior tutela, le fonti da mettere in vetrina (rinnovabili), le convogliamo tutte sul libero mercato, dove conviene farsi belli e sembrare migliori di quello che si è. Greenwashing? Direi proprio di sì |