America illiberale
24-01-2025
Dopo i fasti della cerimonia di insediamento del nuovo imperatore alla Casa Bianca, Donald Trump, nell'intervento di ieri abbiamo sentito parole di fuoco contro l'Europa, riunita a Davos. Le imprese europee sono state invitate con toni deliranti e minacciosi a investire in America per non incorrere in dazi che verrebbero altrimenti applicati ai prodotti importati dall'Europa. Trump, circondato da una corte indecorosa di capi di stato e di tecnocrati, padroni delle BigTech (Musk, Bezos, Zukemberg, Pichai), votati all'obbedienza e all'auto sabotaggio morale per accaparrarsi ricchezze e in corsa per altre scalate vertiginose, ha preso il via per imporre la nuove linee della politica economica degli USA. Un gruppo di famiglia allargato che simboleggia e inaugura un nuovo Far West nel mondo, dove il comando è concentrato nelle mani di pochi pistoleri sempre più rapidi e capaci. La grande democrazia americana è in caduta libera sotto i colpi della propaganda furiosa dei social media , è la testimonianza di un mondo definitivamente tramontato. Un valido esempio di come la politica ha avuto l'abilità di agganciare l' illusione del riscatto sociale e del benessere economico dei dimenticati, mentre Musk ha accarezzato le frustrazioni e comprato la mente e il cuore dei cittadini americani spendendo oltre 250 milioni di dollari. Una vittoria col consenso ma anche comprata ( lo stesso metodo che sta utilizzando in Inghilterra), mentre analfabetismo funzionale e incertezze securitarie hanno svolto il loro ruolo decisivo come sempre.

Alla firma del presidente americano, decine di disposizioni che colpiranno indiscriminatamente ogni settore della società americana. Dagli uffici federali ai decreti d'espulsione degli immigrati, dalla riduzione delle tasse per le imprese higtech , all'abolizione dello jus soli (il più importante totem americano) per coloro che nascono sul territorio americano, mentre l'unico modello di identità sessuale riconosciuto è quello di maschio o femmina.
Tutte queste misure, insieme ai dazi, colpiranno Cina, Canada ed Europa, e sanno con tutta evidenza, di vendetta personale e di punizione contro il regime democratico che lo ha preceduto, e che secondo il Trump-pensiero, ha reso l'America debole agli occhi del mondo avendone bloccato con leggi e divieti lo sviluppo e la forza propri dell'America.
La sua dizione di America First non differisce molto da quella degli altri autocrati che popolano il pianeta. Sono soggetti politici simili che, da mesi, aspettavano il suo arrivo.
Sono già tutti pronti a fermare le due guerre in corso (Netanyahu e Hamas, e Putin), magari sugli stessi presupposti di Joe Biden, ma per la cessazione del fuoco, volevano l'avallo del presidente americano.
Groenlandia e Golfo di Panama, truppe ammassate al confine col Messico, ecco i nuovi conflitti che potrebbero insorgere se non si obbedisce ai desiderata del nuovo imperatore. Le due guerre in corso potranno essere sostituite da altre che potrebbero scaturire dai nuovi assetti geopolitici che si vanno ridisegnando con i rapporti di forza e non con la trattativa e il diritto.
Speriamo che tutto questo faccia da stimolo all'Europa, troppo placida e antica, che però da quanto ha dichiarato Ursula Van Der Leyen , è pronta a raccogliere le nuove sfide. A cominciare dalla rivisitazione dei trattati.