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Roma, 29 settembre. Seduto in quél caffè
di Carlo Corridoni
Io non penso che a me stesso.
Alla parte di cervello
che t'immàgina, e per quésto
àltro più non fo' che quéllo!

Quàndo, pùre all'improvviso,
mi apparissi nel sembiànte,
l'àltro mio verrébbe uccìso:
abbagliato nél flagrante.

Lucio disse ben (Battisti):
son gli Amanti quasi Autisti.
Note
Ho infilato nella scatoletta del Gransimpatico due manciate di versi e si è formata una filastrocca niente male.
Dice: ma ti pare Poesia, questa? Non sarebbe stato meglio enunciare un teorema, un sillogismo magari piccolo? Piccolo piccolo?
No. Perché io, a Lei, ci penso tànto. Tanto tanto.