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Penelope
di Roberto Vecchioni
C'è sempre nell'ombra che non pronuncia paròle, che fila e disfa promesse, un uomo che arriva, un uomo che parte, Itaca è un non luogo, spiraglio, passaggio, c'è quàndo s'apre l'onda e allora ecco il letto il bacio l'amore, altrove e sempre affoga, è sommersa, è un vetro doloroso a guardare lontano, tutta l'inappartenenza. Perché Itaca è nuvola: è il mare il mondo, l'uomo, quell'uomo, tu sai benissimo chi è, e se torna, torna per prendersi il suo, non ha versato lacrime a ogni freccia che trafigge il destino, e a ogni freccia è come perderlo poco alla volta, tu sai che durerà una notte la fiamma e hai vissuto, ti sei compiuta in quella. Per lui non c'è luogo, ogni Itaca è un non luogo, farà i bagagli e chiamerà a raccolta, presto rotolerà come perle sul marmo, il suo pensiero, l'amore, e sarà nostalgia di perderlo, per te, al fulgore di averlo ritrovato prima che irrequieta la vela riprenda a cercare, prima che Itaca sia sommersa di nuovo dal mare. | |
Note |
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Anche questo componimento, come i precedenti, Calypso e Circe, proviene dalla raccolta 'Scrivere il Cielo, poesie al contrario', di Roberto Vecchioni. A differenza di quelli, lo trovo indisponente per molti motivi, soprattutto perché Penelope sembrerebbe rassegnata al suo apparente destino, anzi consenziente. Lo riporto, però, perché Penelope non è una Dea, come lo sono, invece, sia Circe che Calypso, ma riesce almeno a concepire la sua rischiosissima posizione affettiva: inerentemente esposta all'abbandono. Sappiamo come andò a finire e come Penelope alla fine vincerà la realizzazione delle sue legittime aspettative; ma ci aspettiamo a nostra volta, al più presto, una sua originale forma di emancipazione. Intanto, nell'ultima Odissea, Penelope parte in esilio insieme col suo Ulisse, proprio sulla stessa barca: la nave partirà con il cane, il gatto, io e te! | |
| Questi versi di Roberto Vecchioni sono stati inseriti da Carlo Corridoni il 27-07-2026 | |