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Ombre d'ali (Cielo di giugno)
di Ada Negri
Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell'anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell'aria. Ombre, ombre d'ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere:
vive, al mio sguardo, più dell'ali vere.

Traggon dal nulla, scrivono col nulla
parole d'un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.

Vita che mi rimani,
fin che io veder potrò quelle parole
strane apparire scomparir sul muro
candente al sole
(forse un tempo io le dissi a chi m’amava,
egli le disse a me, bocca su bocca)
vita che mi rimani, ancor dolcezza
puoi darmi. Basta
l’ombra d’un bacio alla memoria, basta
l’ombra d’un’ala alla felicità.
Note
Le ali, spesso presenti nella poetica di Ada Negri, sono al centro di questa intensa lirica, intitolata “Ombre d’ali” e conosciuta anche con il titolo “Cielo di giugno”(dalla raccolta “Il dono”, 1936), caratterizzata da elementi descrittivi e metafore intimistiche. Lo sguardo della poetessa, osservando il volo delle rondini all’inizio dell’estate, si concentra sulle ombre delle loro ali proiettate sul bianco del muro e si apre all’introspezione, evocando il tempo della giovinezza e il ricordo di un amore, capace di dare ancora dolcezza alla vita.
 

 

Questi versi di Ada Negri sono stati inseriti da Daniela Solarino il 07-06-2026