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Febbraio
di Vincenzo Cardarelli
Febbraio è sbarazzino. Non ha i riposi del grande inverno, ha le punzecchiature, i dispetti di primavera che nasce. Dalla bora di febbraio requie non aspettare. Questo mese è un ragazzo fastidioso, irritante, che mette a soqquadro la casa, rimuove il sangue, annuncia il folle marzo periglioso e mutante. | |
Note |
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Febbraio ha ispirato e continua a ispirare versi di vario timbro, semplici e profondi: briosi, nostalgici, simbolici… che colgono di questo mese i contrastanti aspetti climatici, il Carnevale con le sue metafore, l’amore nella ricorrenza di San Valentino. Ho scelto questa breve poesia di Cardarelli, incentrata sul senso della transizione tra il rigore dell’inverno e i timidi accenni di primavera, perché ho sentito questi versi - immodestamente - vicini all’incipit del 'mio' Febbraio (poesia scritta vari anni fa e a suo tempo postata sulla sezione poetica del sito) di cui riporto la prima strofa ( “Nel contrappunto di grigio e di sole/ciangottano i segni del risveglio/Febbraio avanza tra le acacie in fiore/con le sfilate delle mascherine/il bisbigliare degli innamorati/nella dolcezza di San Valentino”). La mia ispirazione proseguiva poi con la nostalgia del tempo dell’infanzia, suscitata dall’acerbo passo d’un costumino di Cappuccetto rosso sulla rena bruna di Ostia. | |
| Questi versi di Vincenzo Cardarelli sono stati inseriti da Daniela Solarino il 10-02-2026 | |