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La Vipera convertita
di Trilussa
Appena che la Vipera s'accorse d'esse vecchia e sdentata, cambiò vita. S'era pentita? Forse. Lo disse ar Pipistrello: Me ritiro in un orto de monache qui intorno, e farò penitenza fino ar giorno che m'esce fòri l'urtimo sospiro. Così riparerò, con un bell'atto, a tanto male inutile ch'ho fatto... Capisco: je rispose er Pipistrello la crisi de coscenza è sufficente per aggiustà li sbaji der cervello: ma er veleno ch'hai sparso fra la gente, crisi o nun crisi, resta sempre quello. | |
Note |
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Nello zoo poetico di Trilussa (Carlo Alberto Salustri, Roma 1871- Roma 1950), quando le bestie si confrontano con gli ommini chi ne esce meglio sono sempre le prime. Nel caso di queste strofe, in cui protagonisti e antagonisti sono tutti animali, è la più umana fra i due la Vipera a non convincere il suo interlocutore di aver voltato pagina dopo una vita di morsi e veleni! | |
| Questi versi di Trilussa sono stati inseriti da Raffaella Grasso il 22-01-2026 | |