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Dorcas Gustine
di Edgar Lee Masters
Non ero amato da quelli del villaggio, ma tutto perché non avevo peli sulla lingua, e affrontavo chi m’insultava con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire segreti rancori o rammarichi. È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano, che nascose il lupo sotto il mantello, e si lasciò divorare, senza un lamento. È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso e combatterlo apertamente, magari per strada, tra polvere e urla di dolore. La lingua sarà forse un organo ribelle – ma il silenzio avvelena l’anima. Mi biasimi chi vuole – io sono contento. | |
Note |
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Poesia tratta da: “Antologia di Spoon River” – Rizzoli, 1995 – traduzione di Alberto Rossatti. Edgar Lee Masters (Kansas 1869 – Pennsylvania 1950) pubblicò l’Antologia nel 1915; atto di accusa verso le ipocrisie e le “cadute” della società americana tra Ottocento e primi del Novecento. Poetica che si articola su similitudini paesaggistiche, schizzi d’interni, storie vive di persone, leggende, tensioni etiche e sociali, esperienze rurali tra collettività ed individualismo, veleni, destini… Nella prima riga della citata poesia potremmo aggiungere, alla parola “villaggio”, l’aggettivo “globale” e saremmo ai giorni nostri. | |
| Questi versi di Edgar Lee Masters sono stati inseriti da Raffaella Grasso il 15-01-2026 | |