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Filastrocca del primo gelo
di Gianni Rodari
Filastrocca del primo gelo,
gela la neve caduta dal cielo,
gela l'acqua nel rubinetto,
gela il fiore nel suo vasetto.
Gela la coda del cavallo,
gela la statua sul piedistallo.
Nella vetrina il manichino
trema dal freddo, poverino!
Mettetegli addosso un bel cappotto
di quelli che costano un terno al lotto:
finché qualcuno lo comprerà,
per un bel pezzo si scalderà.
Note
L’ondata di freddo che sta attraversando l’Italia in questi giorni, che si traduce in emergenza per le situazioni più estreme di povertà ed emarginazione, mi ha portato a scegliere questa poesia di Gianni Rodari (da “Filastrocche in cielo e in terra”, Einaudi, 1960). La descrizione del freddo che tocca la natura e gli oggetti inanimati si sposta sul manichino in vetrina, facendosi metafora dell’assenza di calore umano, e induce alla riflessione sulle disuguaglianze sociali e la povertà, rivolgendo un implicito invito a donare ai più bisognosi. Come sempre, con il suo linguaggio semplice e la delicata ironia delle sue rime rivolte ai bambini, Rodari esprime, per tutti, un messaggio profondo e sempre attuale.
 

 

Questi versi di Gianni Rodari sono stati inseriti da Daniela Solarino il 11-01-2026