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Sulla pietra verde
di Raffaella Grasso
Papà, la senti la mia carezza sul viso?
Tardiva, sulla pietra verde che trattiene
gli ultimi raggi del sole senza ombre di cipressi.

Tu e io fatti così... schivi e sobri
il gesto per noi inutile orpello
non si mette in piazza il sentimento
come in ceste di vimini la merce.

Negli anni più carichi di tempo
ho cercato a mie spese un'altra via
poi ancora ho dovuto scollinare
per ritornare a com-prendere.
Oggi ti porto la carezza negata d'allora.

L'equilibrio ci sostiene col fiato corto
passi di lato e balzi in avanti
fino a scoprire che un passo indietro
più slancio dona alla bella fatica.
Sei stato pianta dalle profonde radici
generosità di chioma e colma cornucopia.

Hai combattuto la buona battaglia...
provvidi consigli e prudenza di parole
sorrisi e pudore, tanto rigore come nel calcio
dolci e vin santo per ogni festa da onorare
latino in versi e codici da buon cittadino
disponibilità verso tutti, audaci sogni sul mattone
e strenuo lavoro, attesa e speranza di futuro.

Tanti dei tuoi doni ho trattenuto nelle mani
e tanto è scivolato via tra le dita...
Papà, ecco una carezza... tardiva, nostro malgrado.

Note
Non parole nuove ma quelle consuete
cantilena calda e rassicurante delle
poesie mandate a memoria che carsiche
dai libri riaffiorano e fanno bene al cuore.


da 'Il pane quotidiano' - Raccolta 'Poesie di traverso' di Raffaella Grasso - Bonaccorso editore

Non posso dire di amare la poesia anche se sono sempre stato attratto da questa particolare forma d'arte.
Sicuramente amo i versi che in essa vado cercando attivamente da una vita. Ne ho collezionati tanti. Versi potenti. Alcuni li ripeto a voce alta quando faccio qualcosa che non richiede concentrazione. Mia figlia sa a memoria poesie che non ha mai studiato solo perché da piccola mi ha sentito tante volte declamarle imitando le voci di Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Paolo Poli, Arnoldo Foà o Romolo Valli. Fino ad un anno fa mi capitava di addormentare il mio nipotino cantilenandogli 'La canzone di Piccolino' di Gozzano, che imparai alle elementari. So a memoria anche preghiere e pezzi di Messa in latino. Non sono un seguace del cardinal Lefebvre. Il fatto è che quando mi portavano a messa da ragazzino, ancora si pregava in quel modo. Mi attraeva la sacra rappresentazione e, soprattutto, la potenza espressiva della lingua.
Ma nella poesia cerco soprattutto versi che evocano ricordi e sensazioni che riconosco essere anche miei o che, leggendoli in quella forma, scopro di avere anche io.
 

 

Questi versi di Raffaella Grasso sono stati inseriti da Alberto Galanti il 02-12-2023