Nonno importante nonno ingombrante
di Carlo Corridoni---10-03-2022
Insomma: i conti che gli Italiani non avrebbero fatto col Fascismo, zitti zitti li hanno fatti nell'intimo delle loro vite vissute, unoperuno, ciascuno all'interno delle loro famiglie, sia gli italiani vinti che gli italiani vincitori.
Non è stata esattamente la stessa cosa ma è andata così: propriocosì. Tanto, la Legge, non è mai proprio uguale per tutti.
Ieri pomeriggio-sera l'incontro con Michela Marzano ci ha arricchiti di questo tipo di considerazioni, e dobbiamo al travaglio liberatorio della scrittrice una salutare opera di introspezione da mettere nel conto di ciascuno di noi (a proposito di conti) nel pericolante periodo che ci minaccia imminentemente.
In effetti, la nostra condizione di Italiani davanti agli eventi storici che ci hanno visti frai protagonisti è proprio strana:
non sono mai stati istituiti tribunali ad hoc, è vero, ma non venitemi a dire che, conti o non conti, gli Italiani non abbiano pagato - chi più chi meno e chi per niente affatto, ma pochi - i danni diretti e indiretti che il Fascismo ci ha arrecato complessivamente.
La 'democrazia bloccata', la presenza non occulta degli exfascisti in Parlamento, la polarizzazione ideologica che ha afflitto gli schieramenti politici e la stessa cultura del Paese, ancora non si sa dire se costituiscano una coda naturale dei danneggiamenti patiti per la dittatura oppure la pena comminata, che il destino ci avrebbe inflitto per il sostegno che tale dittatura ricevette da noi, Italiani sia pure autonomamente proclamati bravagente.
''Cosa accadde nel '61?'' ci chiede a un certo punto Michela Marzano, nell'intento di portarci alla memoria il processo contro Adolf Eichmann, ed io, pure e perfino sbagliando, penso al governo Tambroni, agli olimpionici cavallerizzi che rincorrono i manifestanti in fuga dalle manganellate.
Ecco il nostro modo di fare i conti: non solo magistrati già osservanti dell'etica fascista hanno continuato ad esercitare il loro magistero in Democrazia, ma perfino ministri fascisti, membri d'un fatidico Gran Consiglio, hanno ottenuto e fatto ottenere giustizia in Tribunale. Da brillanti avvocati, come principi del Foro, hanno continuato a praticare la loro mistica metafisica. Non sappiamo quanto tranquillamente, almeno a livello personale.
Ecco ancora: non è stata, anche questa, una condanna per gli altri italiani? Ovviamente lo è stata per me, che non avrei ancora fatto i conti col fascismo ma che queste arroganze ho pure dovuto patire!
Spero che daremo effetto agli approfondimenti che ci siamo promessi ieri sera, ma senza intenti vendicativi, ri-vendicativi e nemmeno liberatori, perché sono convinto che esistano - per il male come per l'energia - effettivi Princìpi di conservazione che spiegano fatti sorprendenti e antiintuitivi. E questo già mi consola.
Esistono, per esempio, collegamenti formali fra le piazze animate da D'Annunzio e le piazze del vaffa-day? Queste eventuali forme, sono all'origine del populismo di oggi? Furono l'evoluzione dei movimenti sanculotti? Queste forme sarebbero, forse, state diverse se quei conti fossero stati fatti in tribunale?
Una cosa è certa: in ogni famiglia italiana il tribunale c'è stato e ha colpito. In qualche caso ha colpito anche più severamente del giusto, ma di regola è stato indulgente ed ha chiuso a chiave gli armadi proibiti.
4C